Under 14 – Torneo “Valmora”, Torre Pellice (TO) – Venerdì 6 e Sabato 7 gennaio 2017

Girone di qualificazione
Academy Bolzano – HC Aosta Gladiators 1-5
Bolzano Foxes – HC Aosta Gladiators 1-0 SO (ai rigori, dopo 0-0 regolamentare)
HC Valpellice – HC Aosta Gladiators 1-3
HC Pinerolo – HC Aosta Gladiators 1-3
Bulldogs – HC Aosta Gladiators 1-4
Dobbiaco – HC Aosta Gladiators 1-3

Finale 1°/2° posto
Bolzano Foxes – HC Aosta Gladiators 2-3
(Marcatori: Charles, Cicchetti, Madaschi)

Piazzamento finale Gladiators: Primi.

HC Aosta Gladiators: Gabriel Montini, Simone Comiotto, Marco Olivo, Alessia Terranova, Marta Mazzocchi, Nicolò Fanelli, Philippe Charles, David Cicchetti, Fabio Pietromica, Tommaso De Luca, Dennis Perino, Tommaso Madaschi, Julien Diemoz, Mathieu Scala. Coach: Paolo De Luca.

Nel primo briefing della giornata, dopo un viaggio con alba in autostrada e una temperatura decisamente invernale fuori e dentro il “Cotta Morandini”, coach De Luca è – come di consueto – sintetico, ma chiaro, con i ragazzi: “sarà il solo torneo U14 della stagione, per questo vi chiedo soprattutto di divertirvi e giocare ad hockey nell’accezione più collettiva del termine”. I giocatori lo ascoltano e, nella prima partita del girone da sette squadre, contro i bolzanini dell’Academy, avversario tutt’altro che semplice per l’esordio in un torneo che confermerà le aspettative di un livello agonistico elevato, mostrano di aver ricevuto il messaggio.

Nei due drittel da quindici minuti finiscono infatti alle spalle del goalie avversario cinque reti. Non poche, se si pensa che l’Academy arriva proprio dalla terra dell’hockey e che è il primo incontro della giornata, di un tabellone impegnativo, che ne prevede quattro (sui sei del girone) nell’arco di nove ore. 

Il match successivo oppone il team di De Luca ad un’altra squadra di Bolzano, i Foxes, allenata da un coach che i frequentatori del “Summer stage” della nostra società conoscono bene: Christian Timpone, fratello di Patrick, già “gloria” del CourmAosta. L’asticella della difficoltà sale ancora, ma i valdostani non si lasciano intimorire dall’hockey veloce e decisamente fisico degli avversari. Tant’è che pressano a loro volta e spesso costringono le volpi a ripiegare in difesa. Sul ghiaccio i Gladiators si vedono, per parte della sfida, decisamente più degli avversari, ma sarà il portiere avversario a fare la differenza, cristallizzando lo score sullo 0-0, dopo i regolamentari. Un punto è conquistato e i rigori mettono in palio la vittoria. Finirà a favore dei bolzanini, con un esito finale che non rende completamente giustizia alla prestazione dei ragazzi, ma chiunque segua l’hockey sa quanta aleatorietà (e poca meritocrazia) vi sia nei penalty.

Il pomeriggio porta la sfida con i padroni di casa del Valpellice (che sono presenti con due formazioni al torneo “Valmora”, questa e i Bulldogs), altro scoglio non da poco sulla tabella di marcia della “due giorni”. I valdostani, com’è successo anche in vari impegni di campionato, “sentono” molto il match: da queste parti l’hockey ha una storia lunga ottant’anni e il blasone è di quelli che compaiono su varie pagine di storia degli sport del ghiaccio. Questa volta, però, sanno che l’energia è quella giusta, che ce la possono fare, che le paure, esattamente come le partite, si possono vincere: riescono infatti a portarsi sul 2-1 e – nel tentativo finale del “Valpe” di riportare il risultato in equilibrio, togliendo il portiere a favore di un sesto uomo di movimento – siglano un netto tris di reti.

Sono le 19, lo stadio si è svuotato, ma per i Gladiators c’è un’ultima partita da giocare, ancora una volta contro una squadra della zona, il Pinerolo. Il ritmo non scende mai e i ragazzi di De Luca sanno che servono punti preziosi, perché con l’accesso alle finali deciso dalla classifica del girone, ogni passo falso può presentare un costo elevato. Spingono e, trasformando anche un rigore per fallo sull’ultimo uomo verso la porta, vincono per tre reti ad una anche questo incontro. 

Il “day one” dei Gladiatori si chiude quindi in vetta della classifica, a pari punti con il Dobbiaco. Lo scenario che prende forma per il giorno successivo è a senso unico: vietato perdere, anche perché il sabato porterà la sfida con l’altra capolista, preparando uno scontro carico di significati. 

Il secondo giorno del torneo inizia talmente presto che, per strada, non ci sono nemmeno ancora i camion della nettezza urbana. Sul ghiaccio alle 7, ma quando si dice che l’hockey è maestro di vita, sono anche questi gli insegnamenti che i ragazzi ricevono e sono giusti. Chi ha compilato il tabellone, comunque, è stato democratico: la levataccia tocca anche ai padroni di casa, con la seconda formazione allestita per il torneo “Valmora”: i Bulldogs.

Coach De Luca, prima di entrare in campo, aiuta i ragazzi con una lettura della partita che si rivelerà vincente. La squadra avversaria, più che essere un vero collettivo, ruota attorno ad alcuni elementi: la loro marcatura stretta dovrebbe arrestarne la corsa. E così è: i Gladiators fanno poker di reti e i Bulldogs si fermano ad una.

Nel mentre, arrivando alle ultime battute del girone di qualificazione, altri risultati delineano gli scenari successivi. Il Dobbiaco, che conduceva la classifica provvisoria con i Gladiatori, perde inaspettatamente un incontro. Va quindi tre punti sotto, ma essendo il prossimo avversario dei valdostani, se dovesse vincere quella partita andrebbe alla pari e il regolamento parla chiaro: prevale la squadra vincente nello scontro diretto.

Pertanto, ancora una volta, l’ennesima in questi due giorni, i ragazzi di De Luca scendono sul ghiaccio senza alternative. La partita con il Dobbiaco è intensa e la situazione si fa delicata quando gli avversari riescono ad andare a segno, rimontando i valdostani. In queste circostanze, però, si vede la strategia dei nostri: riequilibrio del risultato e posizione offensiva continuata, perché nell’hockey non esiste la gestione del risultato, ma solo continuare a farlo crescere a proprio favore. Il modello viene applicato con efficacia e, allo scoccare del 30esimo minuto di gioco, è 3-1 per i Gladiators.

Dobbiaco, dopo due sconfitte, è rimasta dietro anche ai Bolzano Foxes. Sulla base della classifica del girone di qualificazione, la finalissima per i primi due posti vedrà quindi i valdostani opposti alla sola compagine che abbia dato qualche pensiero ai Gladiators nella prima fase. Si scende sul ghiaccio con tanto pubblico sugli spalti: ai piemontesi, la squadra che loro chiamano “l’Aosta” piace e gli fa piacere vederla lottare per il gradino più alto del podio.

Torneo “Valmora”, Torre Pellice (TO) – Finale 1°-2° posto (primo tempo)

La partita è combattuta e i valdostani nel primo drittel riescono ad aprire le marcature. Dopo poco, però, la rimonta avversaria. La seconda frazione diventa quella decisiva: i Gladiatori sono messi bene sul ghiaccio, riescono a sfuggire ai difensori avversari e a bloccare i loro attaccanti. Tuttavia, il Bolzano riesce ad allungare, ma i nostri segnano ed è pareggio. Segnano ancora, a cinque minuti dalla fine, ed è il 3-2. Non bisogna accontentarsi, ma nemmeno arroccarsi eccessivamente in difesa. L’ultima azione scorre con la gabbia valdostana salva e il cronometro arriva a zero. I Gladiators hanno vinto il torneo. Contro tutti gli avversari, ma soprattutto contro una situazione generale che, costantemente, li ha obbligati alla vittoria. Un obbligo che loro, guidati abilmente dal loro coach, hanno preso come un piacere. 

Durante la premiazione, oltre alla targa d’oro per la squadra, la (gradita) sorpresa: votato dai tecnici delle squadre che hanno preso parte alla “due giorni”, Phil Charles viene eletto miglior difensore del torneo. Un riconoscimento che rende ancora più lieto il ritorno ad Aosta e valorizza ulteriormente l’hockey giocato dai nostri. Stando all’urlo della squadra all’inizio di ogni partita, più di così, a Torre Pellice l’inferno non si poteva scatenare!