Under 13 – Torneo di Friburgo

BCF CUP – Friburgo (Svizzera), 26/27 agosto 2017, Bcf Arena – Categoria Moskito top (U13)

HC Aosta Gladiators: Lorenzo Lamberti, Lorenzo Culasso, Marta Mazzocchi, Alessia Terranova, Giorgio Blanchet, Julien Diemoz, Matteo Mazzocchi, Nicholas Gianni, Leonardo Sibille, Matteo Bellora, Filippo Solaro, Daniele Davicino, Federico Gisonna, Andrea Gesumaria, Matteo Caldo, Cristiano Faggian. Coach: Luca Giovinazzo.

Incontri Girone
HC Genève/Serviette – HC Aosta Gladiators     2-1
EHC Spirit Biel – HC Aosta Gladiators               7-1
MJ Gotteron – HC Aosta Gladiators                   6-2

Finale 7°/8° posto
HC 74 – HC Aosta Gladiators                            4-1 

Piazzamento finale HC Aosta Gladiators: ottavi.

Prima trasferta oltralpe, a stagione non ancora iniziata, per l’HC Aosta Gladiators che, dovendo fare i conti con alcune assenze, “imbarca” volentieri rinforzi dalle vicine realtà piemontesi (su tutte Torino Bulls e Valpellice) e lombarde. Molti dei ragazzi non hanno mai giocato assieme e alcuni hanno rimesso da poco i pattini. Sono criticità oggettive, comunque messe in conto da coach Giovinazzo, assieme al livello del torneo, tutt’altro che indifferente (“top”, accanto a Moskito, sta per gli elementi migliori della U13). Nemmeno la formula (due gironi da quattro squadre l’uno) lascia troppo spazio ad incertezze: si gioca tre volte. C’è spazio, alla peggio, per sbagliare un incontro.

L’avvio, in realtà, è promettente. Nella prima sfida di girone, contro il temibile (ma non incredibile) Genève/Serviette i nostri riescono a chiudere il primo drittel a reti inviolate e ad aprire le marcature  nel secondo, con una rete dalla distanza ravvicinata di Filippo Solaro. Purtroppo, gli elvetici trovano prima il pareggio e, quando mancano meno di dieci minuti al fischio finale, allungano. Considerata anche la levataccia per raggiungere la sede del torneo, e tutti i fattori di cui si è detto, un pareggio sarebbe stato meglio, ma la sconfitta si può ascrivere più che altro a sfortuna, non a demerito.

Nel secondo incontro del calendario, che vede i Gladiatori opposti all’EHC Spirit Biel, compagine dal gioco particolarmente veloce e tecnico, va in scena uno dei nemici più temibili di qualsiasi formazione hockeystica: il cedimento psicologico. Il match è gestito fino ad uno svantaggio di 4 goal, accumulati dagli elvetici con rapidità d’esecuzione fulminante, poi gli avversari riescono a prendere il largo. Ai valdostani non resta che il goal della bandiera, raggiunto con una bella azione “in fuga” di Marta Mazzocchi. Di buono, in U13, c’è che essendo ragazzi, il male va via com’è arrivato. Coach Giovinazzo lo sa e tocca le corde giuste nello spogliatoio, in vista del prosieguo della competizione.

Che l’hockey sia questione di testa, ancor prima che di gambe, lo dimostra l’avvio dei Gladiatori nella terza ed ultima sfida di girone, contro i padroni di casa del MJ Gotteron. Non solo la marcatura dei nostri difensori si è fatta maggiormente rapida e precisa, ma gli attaccanti riescono anche in incursioni che danno grattacapi agli avversari. In una di queste, Federico Gisonna riesce ad andare in rete, portando i nostri in vantaggio. La partita potrebbe prendere una piega ancora migliore per i valdostani, con una seconda rete di Nicholas Gianni, ma l’arbitro inspiegabilmente annulla. Un episodio dubbio, al quale purtroppo se ne aggiungeranno altri a seguire (inclusa una rete avversaria in palese fuori gioco), che cambieranno il clima dell’incontro e ne sposteranno gli  equilibri. All’ultima sirena, gli svizzeri vincono per 6-2 (l’altra rete dei Gladiators è firmata Andrea Gesumaria), ma ai giocatori si può recriminare davvero poco.

Tre sconfitte, tuttavia, fanno sì che per i nostri non esista appello: si finisce dritti alla finale tra le due compagini che chiuderanno la classifica finale. Avversari, i francesi dell’HC 74. per uno scontro, ironia della sorte, tra le due “straniere” del torneo. La formazione di Chamonix scende sul ghiaccio mostrando da subito una scarsa propensione a trasformarsi nel fanalino di coda. I Gladiators combattono, riuscendo a portarsi avanti (grazie a una deviazione avversaria, che trasforma un tiro valdostano in autorete). Dopodiché, la rimonta e, malgrado i tentativi di coach Giovinazzo di raddrizzare lo score con schemi centrati sul reparto offensivo (e ricorrendo anche ai sei uomini di movimento), il finale che si cristallizza sul 4-1 per i francesi. Ai Gladiators bisogna comunque dire grazie per averci provato, nella consapevolezza che le sfide dei due giorni, affrontate a stagione avviata, e con più preparazione nelle gambe, avrebbero avuto esito diverso. L’hockey è anche questione di momenti.