Under 11 – Torneo internazionale TIG a Chiasso (Canton Ticino, Svizzera) – Sabato 7 e Domenica 8 gennaio 2017

Girone
HC Aosta Gladiators – GDT Bellinzona 1-1 & 3-2
HC Aosta Gladiators – EHC Buelach 2-0 & 1-1
HC Aosta Gladiators – HC Lugano 1-1 & 0-2
HC Aosta Gladiators – Team Asco-Maggia 2-0 & 3-0
HC Aosta Gladiators – EHC Burgdorf 4-2 & 3-0

Quarti di finale
HC Aosta Gladiators – HC Como 0-1

Finale 5°/6° posto
HC Aosta Gladiators – EHC Chur C 3-2
(Marcatori: De Santi, Mazzocchi, Giacometto)

Piazzamento conclusivo Gladiators: quinti.

HC Aosta Gladiators: Simone Cosentino, Lorenzo Lamberti, Alessandro De Santi, Luca Reale, Edoardo Muraro, Giorgio Blanchet, Jacopo De Luca, Marco Cosentino, Matteo Giacometto, Matteo Mazzocchi, Loris Mattioli, Sebastiano Madaschi, Luca Cirina. Coach: Luca Giovinazzo e Lorenzo Olivo.

Dodici squadre da Italia e Svizzera, suddivise in due gironi, costituivano la base del TIG (Torneo Internazionale Giovanile) di Chiasso, edizione 2017. Nella prima fase, partite da due tempi di dodici minuti l’uno, con risultato a sé stante. Nell’insieme, un appuntamento “stregato” per i Gladiators, che pur avendo sempre espresso squadre con il trofeo assolutamente a portata (dato testimoniato dai risultati costantemente collezionati nelle fasi eliminatorie), nel tempo non sono riusciti ad arrivare oltre alla terza posizione.

La maledizione si è, in qualche modo, rinnovata nell’edizione di questi due giorni. Nel girone (per la cronaca, il più complesso dei due, viste le avversarie), esordendo contro il Bellinzona, i nostri partono un po’ a rilento pareggiando il primo drittel (ma ci sono i motori ancora da scaldare), poi migliorano e vincono il secondo.

Si arriva così allo scontro con il Beulach, considerata una delle squadre più forti del torneo. La grinta con cui i nostri scendono in campo sorprende gli avversari, che vengono superati 2-0 nella prima frazione. Poi, il ritmo sale e si pareggia 1-1, risultato comunque altamente onorevole.

Se ogni compagine ha una “bestia nera”, per i nostri arriva al terzo match: ed è l’HC Lugano. I valdostani ci provano, decisi a sfatare questo incubo ticinese che va avanti da troppo tempo, ma c’è poco da fare: un pareggio e una sconfitta. Ai nostri non resta che ripetersi uno dei capisaldi dell’hockey (cioé “non sempre si vince”), sapendo che prima o poi avranno ragione degli elvetici.

L’unione tra due team, cioè l’Assonna e il Vallemaggia, è il quarto avversario del girone dei Gladiatori. Si tratta di un avversario non particolarmente pericoloso, ma è un dato sempre insidioso, perché il rischio è di adeguarsi al ritmo avversario e tenere così la guardia troppo bassa. I coach Giovinazzo e Olivo lo sanno, tengono la tensione agonistica elevata e i risultati arrivano: cinque goal in due drittel, con gli avversari a zero.

Il girone si chiude con la sfida con l’EHC Burgdorf, avversario tecnicamente dotato, ma che – visto il finale di giornata – appare in debito di ossigeno una volta sul ghiaccio. Dalla panchina arriva l’ordine di spingere il più possibile e la squadra esegue: arrivano così due vittorie, rispettivamente per 4-2 e 3-0. L’intuizione strategica era quella giusta.

Alla fine del girone, sui dieci drittel giocati, i Gladiators contano 6 vittorie, 3 pareggi ed una sconfitta. Una “tabella di marcia” interessante, che infatti apre d’ufficio le porte verso i quarti di finale. Da qui, il regolamento cambia, passando al risultato unico e, soprattutto, all’eliminazione diretta.

L’avversario che incrocia il cammino dei Gladiatori è l’HC Como. Non una compagine delle più minacciose, ma che risulta ostica per quanto gioca chiusa in difesa. I nostri forse patiscono le energie espresse il giorno prima e non riescono a imprimere il loro ritmo alla sfida. Gli avversari riescono in un tiro della speranza e, forti di un vantaggio nel quale forse non credevano neppure loro, si arroccano. Una politica che, anche se nell’hockey la conservazione è pericolosa, in questo caso paga: lo score finale sarà proprio 0-1 per i lariani.

Sfuma così l’accesso alla semi-finale. La maledizione del TIG ha colpito ancora. I nostri, delusi per un fantasma che non riescono a scacciare, sono decisi però a salvare l’onore e danno il 100% nella finale per il 5°/6° posto, contro l’EHC Chur C. La partita è bella nell’insieme, perché anche gli avversari tenevano a riscattare i loro colori. Alla fine, però, i valdostani hanno la meglio, per 3-2.

Consolarsi non serve a molto, specie in una disciplina dai valori come quelli hockeystici, ma guardando la classifica finale nel torneo, si trova al primo posto l’Ambrì Piotta (che era nell’altro girone), seguito da Lugano e Buelach. Contro la penultima, il miglior risultato è stato un pareggio, ma contro la terza era arrivata anche una vittoria. Insomma, il valore c’è, serve imparare la costanza, che in un torneo ad eliminazione diretta è un ingrediente fondamentale. Però, esistendo la qualità, siamo oltre metà dell’opera…