Torneo Internazionale U11 di Aosta – Festa ed Emozioni

Torneo Internazionale Gladiators U11 – 2/3 Aprile 2016

Ci risiamo. Quella che, ormai, potremmo chiamare “la maledizione della finale” ha colpito nuovamente i Gladiators. Come all’NHL di Friburgo, come in passato in questo stesso torneo, la nostra squadra di punta arriva ad un metro dal trofeo, gioca come se non ci fosse un domani, ipotecandolo seriamente, ma soccombe, come in un bel sogno interrotto bruscamente dal risveglio.

Domenica 3 aprile, al termine di due giorni di sfide, ai Gladiators Black è accaduto contro i Ducs di Dijon. I due drittel regolamentari da dodici minuti, durante i quali i ragazzi di Nazzo hanno fatto più tiri che in una gara di lancio del giavellotto, mentre gli avversari possono dire di avere impegnato il goalie nostrano praticamente solo in occasione delle loro marcature, si sono chiusi in parità, per 3-3. A quel punto sono scattati i rigori che, per loro stessa definizione, rappresentano una sorta di lotteria. Ai nostri non è toccato il biglietto fortunato: 4-3 per i francesi lo score finale.

A monte di tutto questo, però, c’è un sacco da raccontare. Come direbbero i ragazzi di oggi, con un modo di dire mutuato anche da quelli di ieri, il torneo disputato alla patinoire di Aosta è stato “tantissima roba”. A partire dalle 14 squadre scese in campo, per un totale di circa 240 atleti, provenienti dal resto d’Italia, dalla Svizzera e dalla Francia, passando per il bel volontariato di mamme e papà, fino allo stadio gremito per la finale, con il pubblico a gridare “Aosta, Aosta”, in un’indimenticabile istantanea che nell’album dell’hockey nostrano non finiva da tempo.

Andiamo per ordine, però, perché i dettagli sono tanti. Cominciamo dal fatto che, nell’ottica di favorire il più possibile la partecipazione dei nostri atleti, e vista la formula (linee da quattro uomini di movimento, su campo piccolo), la società ha optato per schierare tre squadre: i Gladiators Black, i White e il Courmayeur. In quest’ultima formazione, comunque, composta dal nucleo storico della Valdigne, sono stati “innestati” diversi elementi della U12B dei Gladiatori, sulla base del sodalizio sportivo che unisce da diverse stagioni le due società. Tre squadre, tre storie diverse, che hanno tutte contribuito, ognuna con il suo potenziale, per quanto diverso, ad un week-end da ricordare a lungo, per i protagonisti, ma anche per chi vi ha assistito.

The “All blacks”

Il nomignolo è mutuato dal rugby, ma il dato di fatto è che la squadra “nera”, allenata da coach Giovinazzo, ha disputato un torneo interamente a testa alta, proprio come i neozelandesi nel pallone ovale. C’è addirittura chi, scherzando, ha chiesto all’allenatore se si trattasse della nuova nazionale italiana. Se mettete sulla bilancia il fatto che ad essere in vena di uno scherzo del genere fosse un ex giocatore canadese, avete un’idea di quanto il livello raggiunto dall’U11 dei nostri sia tangibile anche all’esterno della Valle.

Peraltro, la “tabella di marcia” della squadra la dice lunga sulla sua performance. Girone iniziale (fatto di sette squadre) da imbattuta, vincendo contro il Courmayeur (5-0), il Neuchatel (6-3), il Padova (16-0), il Vallemaggia (2-0), il Trois Chene (6-1) e il Gap (3-1). A quel punto, saldamente alla testa della classifica, i nostri hanno acceduto direttamente agli scontri diretti, superati in altrettanta scioltezza: 8-0 contro il Mégève e 7-4 sul Kloten. Da lì, la finale, con la storia (recente) che si è ripetuta e che abbiamo già raccontato.

Malgrado la coppa sia finita in un’altra bacheca (ma dall’account ufficiale Twitter del team è comunque già stata chiesta a gran voce la rivincita), i motivi di soddisfazione, però, sono numerosi. Un po’ perché alcune delle squadre battute durante il torneo non rivestono proprio ruoli da comparse nei rispettivi campionati nazionali, un po’ perché il valore di alcuni singoli elementi è stato testimoniato anche da riconoscimenti oggettivi. Per tutti, parla l’assegnazione a Dennis Perino – nel corso di una premiazione fatta di mille colori, cui hanno preso parte gli assessori allo sport di Regione, Aurelio Marguerettaz, e Comune, Carlo Marzi – del titolo di miglior giocatore del torneo, assegnato di concerto tra i 14 coach partecipanti. Bravo numero 87, bravi tutti. E vedrete che coach ‘Nazzo troverà il sortilegio utile a scacciare la maledizione. E’ solo questione di tempo, ma per ora il mondo sa (eccome) che ci siete.

Roster Gladiators Black: Gabriel Montini, Alessandro De Santi, Matteo Mazzocchi, Matteo Giacometto, Marco Cosentino, Alessandro Minniti, Marta Mazzocchi, Dennis Perino, Tommaso Madaschi, Menegatti Joahan, Sammartino Luca

In My White Room

In questo caso, il titolo arriva non dallo sport, ma dalla musica, preso in prestito da un brano dei “Cream” di Eric Clapton. Lo chiamavano “Slowhand”, sostenendo che fosse lento, in realtà era uno cui piaceva fare le cose “in un certo modo”. La formazione “bianca” dei Gladiators, frutto di una fusione tra le abituali U12A e U14B, è così: non poteva pensare di chiudere in testa, ma ha voluto fare le cose “come andavano fatte”, esprimendo a dovere il suo potenziale, confermando i punti di forza mostrati dal roster e scrivendo alcune belle pagine di hockey.

Il girone iniziale se n’è andato vincendo contro i Diavoli Sesto (4-1) e contro l’Academy Bolzano (6-0). Sconfitte contro il Mégève (2-7), il Kloten (2-9), il Dijon (1-4) e il Martigny (3-4). Attenzione, messi così, sembrano solo numeri sulla carta, ma considerata la caratura e il posizionamento finale di alcune delle squadre incontrate, aver segnato dei goal è già un risultato che vale.

Chiusa la prima fase, per la squadra seguita da Davide Picco si sono aperte le porte di un secondo girone, in cui i ragazzi hanno disputato tre incontri, vincendone due: uno contro il Courmayeur (4-3) e l’altro con il Padova (5-0). Nell’altro, la squadra si è dovuta arrendere per 4-1 contro il Neuchatel. Forse, l’unica “buccia di banana” calpestata nel fine settimana, perché ha fatto sì che gli Svizzeri fossero nuovamente gli avversari dei “White” nella finale per il 9°/10° posto (finita nuovamente a favore degli avversari, ma per 3-0, con meno reti), ma anche “Slowhand” qualche corda la toccava “di striscio” a volte. Comunque, i “bianchi” rappresentano un capitale sul quale i Gladiators possono investire per portare a casa un interesse tutto maturato sul campo.

Roster Gladiators White: Simone Cosentino, Luca Reale, Alessia Terranova, Edoardo Muraro, Giorgio Blanchet, Alessandro Pica, Loris Mattioli, Jacopo De Luca, Mattia Lenta.

Forza Courmayeur!

L’urlo è storico e qualcuno lo ricorderà, sempre sugli spalti della patinoire cittadina, ai tempi dell’hockey di serie A, che (semplificando) era sceso in città proprio dalle pendici del Monte Bianco. Nostalgie a parte, quella fiamma, nella Valdigne, è rimasta accesa e la fiaccola l’hanno raccolta alcuni giocatori che hanno disputato buona parte di campionato U12 nelle fila dei Gladiators. Nel fine settimana sono scesi in campo, agli ordini di coach Marco Sorbara, accanto ai compagni di tante domeniche. In questo caso, ricordandosi sempre che lo spirito era di far partecipare quanti più atleti locali possibile, si è visto un potenziale, con alcuni germogli che sono sbocciati ed altri elementi (molti non oltre la seconda stagione) che hanno mostrato di essere sui binari giusti per fare un bel viaggio con il bastone tra le mani.

Per il Courmayeur, il torneo è partito in salita, incontrando subito i “Gladiators Black”. E’ finita 5-0 e anche non aver lasciato dilagare i “nemici per un giorno” va letto come un segnale. Poi, vittoria contro il Padova per 1-0. Quindi, sconfitta tennistica (7-0) contro il Vallemaggia. Svizzeri dell’HC Trois Chene fermati sull’1-1 e, per finire il “day one” del torneo, a vuoto contro il Neuchatel (0-6) e il Gap (0-4).

Anche il Courmayeur è quindi finito nel “gironcino” che avrebbe deciso la parte finale della classifica. Oltre alla sfida con i “bianchi”, che ha forse rappresentato l’incontro più avvincente dei ragazzi di Sorbara, oltre ad essere quello in cui più reti sono finite sul tabellone (finito, come già detto, nella sconfitta di misura per 3-4), i nostri se la sono vista con i Diavoli Sesto e l’Academy Bolzano. La prima è una compagine che, nel campionato U12, era stata ampiamente sconfitta, ma ogni partita fa storia a sé e non si è andati oltre l’1-1. La seconda, invece, era una partita alla portata, ma, oltre alla non totale propensione al tiro su cui i nostri devono ancora lavorare, ci si è messa un po’ di sfortuna: 0-0.

I due pareggi hanno fatto sì che il Courma si giocasse la finale per l’11° e 12° posto, contro il Padova. Incontro già visto nel girone, finito a favore dei padroni di casa. In questo caso, i regolamentari e l’overtime non hanno sbloccato il risultato dal 0-0. La sfida è stata decisa dai rigori, che alla fine hanno spostato l’ago della bilancia verso i veneti, andati a segno in uno dei tre penalty battuti. I nostri ci sono arrivati ad un millimetro, con un palo apparso immeritato a tutti, ma l’hockey è anche accettare ciò che accade, ripartire e fare meglio. Per il torneo disputato, i ragazzi del Courmayeur hanno mostrato di averlo chiaro. Il futuro avrà, verosimilmente, i loro occhi. Per adesso, hanno conquistato la simpatia e i sorrisi di tanti.

Roster HC Courmayeur: Lorenzo Lamberti, Riccardo Carrozzino, Mattia Agazzini, Brendon Dedja, Davide Gallo, Julien Diemoz, Michel Campier, Benjamin Jordaney, Sebastiano Madaschi.

Se non siete ancora stufi di leggere, potreste essere contenti di sapere che, oltre a tutto ciò che si è visto in campo, il torneo U11 dello scorso fine settimana è stato anche un bel momento di compagnia e condivisione dei valori dell’hockey. Fuori dalla patinoire, con grigliate e buvette, il “terzo tempo” è stato praticamente continuo nei due giorni. Fa strano, per le immagini che spesso i tg ci hanno regalato, immaginare una Babele di lingue e di provenienze retta proprio da uno sport, peraltro semplice, come inseguire un disco sul ghiaccio, aiutandosi solo con un bastone. Eppure, l’hockey rende possibile questo miracolo. Non è un caso, forse, se i Gladiators hanno pensato, sin dalla loro nascita, che la strategia vincente fosse insegnarlo ai giovani e più giovani. Anche (e soprattutto) con momenti come questo torneo.

Classifica finale torneo: 1. HC Dijon, 2. HC Gladiators black, 3. HC Vallemagna, 4. HC Kloten, 5. HC Martigny, 6. HC Gap, 7. HC Mégève, 8. HC Trois Chene, 9. HC Neuchatel, 10. HC Gladiators white, 11. HC Padova, 12. HC Courmayeur, 13. HC Academy Bolzano, 14. HC Diavoli Sesto.