Categoria svizzera “Piccolo” – Torneo Internazionale Friburgo (Svizzera) – 23-25 marzo 2018 

Categoria svizzera “Piccolo”, Torneo Internazionale Friburgo (Svizzera), 23-25 marzo 2018

Girone
Capitals Aosta – Sharks Riga 2-0
Capitals Aosta – Kings Villars-s-Olon 8-1
Stars Friburgo – Capitals Aosta 0-10
Blackhawks Lausanne – Capitals Aosta 1-2
Capitals Aosta – Rangers Friburgo 7-3

Finalissima
Maple Leafs Zurich – Capitals Aosta 0-2

Piazzamento finale Gladiators: primi (su dodici squadre).

HC Aosta Gladiators / Capitals Aosta: Jacopo De Luca, Luca Reale, Rosario Tolomelli, Rocco Meneghetti, Mattia Lenta (2007), Enrico Berti, Riccardo Muraro, Didier Tacchella, Luca Tappella, Victor Meneghetti (2008), Samuele Giovinazzo, Andrea Giacometto, Samuel Picco, Giulio Pititto, Stefano Terranova (2009), Filippo Matonti, Miro Calvani. Coach: Luca Giovinazzo, Davide Picco.

Dopo diverse edizioni in cui si sono dovuti fermare “sulla porta”, salendo sul podio, ma mai sul gradino più alto, i Gladiators riescono finalmente nell’impresa, facendo loro il “Tournoi International des Piccolos de Fribourg”. La manifestazione è di livello, sia perché si tratta dell’unico torneo in Europa con l’“endorsement” dell’NHL (ogni squadra partecipante “impersona” una delle compagini della massima serie nord-americana, con i nostri che quest’anno erano i Washington Capitals), sia perché la formula è particolare (ogni squadra è composta da una linea del 2007, una del 2008 e una del 2009, che devono fronteggiarsi con gli avversari a parità di età), premiando le compagini interamente performanti e non solo in alcuni elementi.

Detto questo, i Capitals/Gladiators Aosta sono stati protagonisti dall’inizio alla fine. Nel girone hanno vinto tutte e cinque le partite disputate, alcune con pesante scarto, altre di misura, ma finendo a pieni punti (dieci). A quel punto, i ragazzi di Giovinazzo e Picco hanno avuto accesso diretto alla finalissima, contro i Maple Leafs, “interpretati” dal Zurigo. Scontro tirato, com’era lecito per un’occasione del genere, ma i nostri – galvanizzati per il colpaccio ad un soffio da loro – non hanno mollato e sono riusciti a fare loro la partita, per due reti a zero. Al suonare della sirena finale, grande festa, per un’impresa che non solo scolpisce il nome dei Gladiators sul libro d’oro del torneo, ma riafferma anche, una volta di più, il loro valore in campo internazionale.